L’annuncio: equity crowdfunding in Italia oltre alle “startup innovative”

10 Luglio, Politecnico di Milano. Evento intitolato: “Crowdfunding & Entrepreneurship: an European Perspective”. Auditorium pieno di persone. Età media: più alta di quello che avviene normalmente negli eventi di crowdfunding europei, ma che ci vuoi fare, è un nostro tratto demografico.
Primo intervento, in diretta da Roma, Mattia Corbetta del Ministero dello Sviluppo Economico. Tipo in gamba, è stato una delle menti della legge in vigore per l’equity crowdfunding in Italia. Peccato che questa legge serva a poco o a nulla, visto che la scena dell’equity crowdfunding nostrano è praticamente inesistente.

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Quel che è successo durante la mia assenza

Ebbene sì, rieccomi qui. Non sono sparita definitivamente.

Nei mesi scorsi, alla faccia del tasso di disocuppazione galoppante, sono riuscita a trovarmi/crearmi 3 lavori e ad aprirmi una partita IVA. Conseguenza: il tempo che prima dedicavo a questo blog è andato riducendosi in maniera drastica.

Cos’è successo dall’ultima volta che ho scritto un post? Di tutto e di più. Il mondo del crowdfunding si sviluppa talmente velocemente che a volte si fa fatica a stargli dietro. Per fortuna, per motivi di lavoro, sono costretta a tenermi aggiornata.

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Who’s next? L’Equity crowdfunding al di fuori dell’Italia – Equity crowdfunding outside of Italy

“E’ con orgoglio che possiamo dire che l’Italia presto sarà il primo paese in Europa ad avere un regolamento per l’equity crowdfunding!”. Mi echeggiano ancora nella testa le parole del Vice-direttore della CONSOB, D’agostino, e mi provocano quasi i brividi dall’emozione.  Davvero non ci credo, per una volta non siamo tra i followers, ma tra i trend setters. Complimenti alla CONSOB e a tutti coloro che hanno reso possibile questo importante step verso il futuro del crowdfunding.

Ma gli altri? A che punto sono? Chi sta provvedendo a regolamentare la materia e chi no?

Molti di voi avranno sentito parlare del JOBS Act, la proposta di legge bipartisan americana, firmata ad Aprile 2012 da Obama. Uno dei suoi punti centrali è proprio la regolamentazione del crowdfunding, a cui la SEC sta provvedendo da quasi un anno ormai. E’ notizia di qualche giorno fa che la SEC ha approvato il Title II che permette alle imprese di promuovere pubblicamente la loro campagna di fundraising, cosa che era severamente proibita fino a pochi giorni fa. Per il Title III, quello che apre l’equity crowdfunding anche a chi non è investitore accreditato, bisognerà aspettare ancora due o tre mesi, durante i quali la SEC ha intenzione di avviare una consultazione pubblica (seguendo l’esempio italiano).

Sempre poco tempo fa, in Canada, l’autorità di vigilanza del mercato finanziario dell’Ontario (Ontario Securities Commission) ha permesso l’equity crowdfunding per le imprese che abbiano un impatto sociale e/o ambientale. L’investimento, in questo caso è limitato ad investitori professionisti.

In più paesi europei, l’equity crowdfunding è in funzione da qualche anno ormai. Tuttavia, come spiegato da un articolo pubblicato qui sul blog di ICN in precedenza, le piattaforme operative non  sono regolate da una legislazione apposita, ma bensì da regolamenti già vigenti, a cui, a seconda del caso, sono magari state applicate delle esenzioni. E’ così possibile investire tramite piattaforme di equity crowdfunding in Olanda, UK e Germania. Attenzione però, non tutti i paesi consentono a chiunque di poter fare investimenti su piattaforme di crowdfunding. Infatti, in Gran Bretagna, tale possibilità è limitata a investitori accreditati o a persone che dispongono di un certo (elevato) reddito. In Olanda e Germania, invece, i siti rimangono aperti a tutti.

In Spagna è stato recentemente lanciato l’hashtag #yocrowdfunding, per promuovere la petizione fatta al governo per ottenere una legislazione in merito all’equity crowdfunding.

In Francia l’equity crowdfunding è possibile, ma soggetto a regole alquanto stringenti, che, ad esempio, non ammettono a più di 149 investitori di chiedere informazioni riguardo all’investimento. Il ministro per le PME ha però annunciato la sua disponibilità a ricevere proposte al fine di rendere l’equity crowdfunding più attraente.

L’Italia rimane quindi il primo stato, almeno in Europa ad avere emanato una legislazione per l’equity crowdfunding. Tuttavia non è detto che sia necessario averne una, se le attuali regole dei rispettivi mercati finanziari esteri funzionano bene abbastanza (ad esempio, in Germania). Rimane comunque utile ed interessante tenere gli occhi aperti sul mondo e vedere come i vari stati gestiscano quest’innovazione finanziaria, per poter poi valutare la nostra ed eventualmente migliorarla.

 

We can now proudly say that Italy is going to be the first country in Europe to have a regulation for equity crowdfunding!” The words of CONSOB vice-director, D’Agostino, still echo in my head and I still feel excited because of them. I really can’t believe it, this time Italy is not a follower, but a trend setter! Congratulations to the CONSOB and everyone who made possible to take this big step towards the future of crowdfunding. But what about the others? Which country is regulating the subject and which is not?

Many of you might have heard of the JOBS Act, signed in 2012 by President Obama. One  of its main points is the regulation of crowdfunding, on which the SEC has been working for almost one year. It is  recent news that the SEC approved the Title II which allows to the enterprises to promote to the general public their capital raising campaign. This was in fact strictly forbidden until a few days ago. To see the Title III – i.e. the one allowing the general public to make investments through equity crowdfunding – approved, however, we will have to wait for two or three months more. During this period the SEC is going to start a public consultation (like the one that was undertaken from the CONSOB in Italy).

 Not long time ago, the Canadian Financial authority for the state of Ontario (Ontario Securities Commission) released a decision that allows the enterprise with a social and/or an environmental impact to raise capital through equity crowdfunding.

 

In a few European countries equity crowdfunding has been running already for a while. However, the CF platforms in these cases are not regulated by a specific legislation, but they exist, instead, under other regulations, to which, depending on the case, are applied some exemptions. In this way it is possible to invest through equity crowdfunding platforms in the Netherlands, UK and Germany. Nevertheless, it is important to consider that, in the United Kingdom, the investment possibility is restricted to accredited investor and high net worth individuals. In the Netherlands and in Germany, on the contrary, the CF websites are open to anyone wishing to make an investment.

In Spain was recently launched the hashtag #yocrowdfunding, in order to promote the petition to the government to obtain a regulation for equity crowdfunding.

In France, equity crowdfunding is possible. However, it is subject to some very strict rules, which, for example, do not permit to more than 149 investors to ask information regarding the investment. The French minister for the SMEs announced his availability to receive proposals for ideas on how to make equity crowdfunding more attractive.

Italy thus remains the first country – at least in Europe – to have adopted a regulation for equity crowdfunding. Nevertheless, it shall be said that it is not necessary to adopt a specific legislation if the current ones for the financial markets work fine enough (e.g. in Germany). It is in any case interesting to keep the eyes open on the world and see how different countries manage this financial innovation, to then evaluate the Italian one comparing it to the others.

SPOILER ALERT: dalla CONSOB le prime voci sul regolamento dell’equity CF- Equity crowdfunding law for Italy

Poche ore fa alla conferenza di Mission Continuity, a Milano, il vicedirettore della CONSOB, D’Agostino, ha anticipato che il regolamento per il crowdfunding sarà rilasciato domani o al più tardi lunedì.

Dalla presentazione riguardo alla normativa che verrà presto pubblicata, spiccano i seguenti cambiamenti rispetto al testo di consultazione rilasciato a marzo scorso (vedi il post):

  • Le imprese innovative si potranno registrare ad una piattaforma anche senza avere già trovato un investitore professionale disposto ad investire almeno il 5% del capitale offerto. Questa figura sarà richiesta solo al fine di perfezionare la raccolta del capitale.
  • Tra le categorie di investitori professionali che la CONSOB ammette rientrano anche gli incubatori.
  • Sui gestori delle piattaforme di CF ricade il divieto di interlocking, cioè di prestare la propria professionalità per gestire altre piattaforme di CF, e di fare consulenza agli investitori  sulla piattaforma.
  • Per quanto riguarda gli amministratori delle piattaforme non esecutivi, la Consob ha ridimensionato i requisiti di professionalità, permettendo l’accesso a tale posizioni anche a persone che non abbiano avuto esperienze nel settore finanziario, requisito che invece permane per i CEO dei portali.
  • Maggiori garanzie informative sono richieste ai crowdfunders che dovranno rispondere a dei test per dimostrare di stare investendo consapevoli del rischio che corrono e di essere in grado di sostenere economicamente l’eventuale totale perdita della somma investita.

 

Infine la CONSOB ha predisposto alcuni indicatori, con i quali, nel giro di un anno, andrà a valutare la normativa e il suo impatto sul mercato del CF.

Come sottolineato dal commissario CONSOB, Vittorio Conti, l’Italia è orgogliosa di essere il primo paese in Europa ad avere adottato un regolamento per il CF. Il commissario ha inoltre auspicato che questo possa costituire un virtuoso esempio per tutta la società di come con la collettività si possa creare qualcosa di concreto, fidandosi gli uni degli altri.

Certo è che per sfruttare al massimo questa innovazione, c’è bisogno che gli Italiani superino i loro limiti culturali, abbracciando un atteggiamento un  po’ più aperto al rischio e meno avverso al fallimento, sia dalla parte degli investitori che da quella degli imprenditori. Altrimenti il CF non decollerà mai, proprio come è successo al private equity in Italia.

Se volete avere più dettagli, sotto trovate le slides riguardo al regolamento presentate oggi(scusate la qualità un po’ scadente).

 

A few hours ago at a conference organized by Mission Continuity, in Milan, D’Agostino, the vice-director of  CONSOB – the Italian financial authority- gave some spoilers regarding the law concerning equity crowdfunding, which will be released tomorrow or on Monday at latest.

From the presentation of the vice-director, the following points were highlighted as new compared to the open-hearing text released in March (see the post about it):

  • The innovative startups are now allowed to register on the CF portal, even without having a professional investor who has already agreed to commit at least the 5% of the capital offered by the company. The accredited investor is only needed in order to start to raise capital on 
  • Incubators are now included among the categories of accrediated investors allowed to lead the investments on equity CF.
  • For the CF platforms managers it is forbidden to practice any interlocking activity, that is they cannot use their names and their professionalism to manage other CF portals. They also cannot consult any crowdfunder on the investments.
  • Non-executive administrators of CF platforms saw their requirements lowered to the extent that now they are not required anymore to have had experiences in the financial sector, before joining the platform. This requirement, however, remains for the platforms’CEOs.
  • More informational guarantees are requested to the crowdfunders, who now are have to take a test to show they are aware of the risks they are taking when investing and that they can afford the possible loss of the amount invested.

Last but not least the CONSOB set some indicators, that will be used to evaluate, in one year time, the impact the law had on the CF market.

As the CONSOB commissary, Vittorio Conti, said, Italy is proud to be the first country in Europe to adopt a law for equity CF. Mr. Conti has further wished that this can become an example for the entire society of how the community can create something concrete, just by trusting each other.

Nevertheless, to unleash the full potential of equity CF it is necessary that the Italians overcome their cultural limits, embracing a more open to risk and less failure adverse attitude, both on the investors side and on the entrepreneurs side. Otherwise it will never grow and develop as it happened with private equity in Italy.

Below you find the slides of the presentation of CONSOB about the law for equity CF. ( Sorry it is in Italian only! However if you should have questions do not hesitate to contact me).

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Regolamento Consob per il crowdfunding: un abbozzo della bozza – Equity crowdfunding in Italy: the draft of the law

crowd-fundingGiovedì 28 Marzo la Consob ha finalmente pubblicato la bozza per il regolamento dell’equity crowdfunding in Italia. Bozza, in quanto fino al 30 Aprile il testo rimane aperto a consultazioni pubbliche.

Non appena ricevuta la notizia ho accantonato i libri per il mio esame di settimana prossima e sono andata a studiarmi il regolamento – cosa decisamente molto più utile ;-).

Di seguito, vi riporto i punti salienti del testo.

Innanzi tutto, il regolamento prevede che le piattaforme di crowdfunding possano essere istituite ed amministrate fondamentalmente da due categorie di soggetti:

  • I “gestori di diritto”, cioè banche ed altri istituti finanziari.
  • I “gestori da autorizzare”, in cui rientrano tutti coloro che possiedano una serie di requisiti di onorabilità e professionalità.

Entrambi i soggetti dovranno essere iscritti in un apposito registro della Consob. La differenza sta nel fatto che per i primi basterà una notifica alla Consob, per i secondi è, invece, prevista la compilazione di un modulo che attesti il possesso dei suddetti requisiti, che verrà verificato entro 60 giorni dalla Consob.

I gestori delle piattaforme di CF sono poi tenuti ad una serie di obblighi di informazione per garantire la massima trasparenza e tutela dei crowdfunders .

Per quanto riguarda la raccolta di capitale da parte delle startup innovative (per una definizione vedere il mio post al riguardo), il limite massimo è stabilito a 5 milioni di euro. Inoltre, il  regolamento prevede che almeno il 5% della somma debba essere sottoscritto da investitori professionali, fondazioni bancarie, società finanziare o incubatori. La (discutibile) ragione di fondo è che la presenza di investitori professionali, esperti nel condurre due diligences, garantisca ulteriore tutela per i crowdfunders  o cosiddetti investitori “retail”.

Le startup innovative che si avvarranno dell’equity  crowdfunding saranno, inoltre, tenute ad  inserire una clausola nel loro statuto che preveda, in caso di cessione delle quote di controllo a terzi, il diritto di recesso dalla società e di co-vendita per i crowdfunders. Per evitare di irrigidire troppo lo statuto, tale clausola avrà validità finché la startup sarà considerata “innovativa”, ossia per i primi 4 anni.

Infine ai crowdfunders è riservato il diritto di revoca, nel caso che, tra il momento in cui si abbia aderito al progetto e il momento della chiusura della campagna di crowdfunding, sopravvenga un fatto che possa influire sulla decisione di investimento.

Staremo a vedere se il testo cambierà dopo il 30 aprile. Personalmente, credo che l’attuale bozza restringa eccessivamente la possibilità per le startup di avvalersi del crowdfunding, soffocandone così il suo potenziale innovativo e la sua portata rivoluzionaria per il mercato del seed capital.

Per chi volesse approfondire l’argomento, trovare il testo integrale del regolamento Consob qui.

 

As soon as I received the news I closed my books for the exam I have next week and I focused on the draft of the law, which for me is a lot more interesting.;)

Following I summarize the most important points.

First of all, the law allows two categories of subjects to found and manage a crowdfunding platform:

  • The “permitted managers”, that is banks and other financial institutions.
  • The “to-be-permitted managers”, that is all the people that match certain requirements of professionalism and honorability.

Both categories need to be registered in a specific book hold by the CONSOB. The main difference between the two is that the former just needs to notify the CONSOB to be registered on the book, while the latter has to fill a form that recognizes that he/she has the aforementioned requirements and wait for the CONSOB to verify it.

The platforms managers have then some informational obligations to respect, in order to guarantee transparency and crowdfunders protection.

The law only allows innovative startups -i.e. startups that are recognized as such by the chamber of commerce, because they have invested in research and development activities, for example-to raise capital through equity crowdfunding and sets a cap at 5 million of euros. Furthermore the law specifies that at least 5% of the capital offered shall be subscribed by a professional investor, a bank foundation, a financial corporation or an incubator.

 Additionally those startups that raise capital through equity crowdfunding must insert in their statue a clause that guarantees to the crowdfunders the right to withdraw from the investment and to sell their shares , in the case the major shareholder sells his stake to a third party.

Last but not least, the crowdfunders can withdraw their commitments in any moment, until when the crowdfunding campaign is closed.

Let’s see if the text changes after the 30th of April. However, on my opinion, the current draft excessively limits the possibility for startups to use crowdfunding, thus strangling its innovative and revolutionary potential for the seed capital market.