L’annuncio: equity crowdfunding in Italia oltre alle “startup innovative”

10 Luglio, Politecnico di Milano. Evento intitolato: “Crowdfunding & Entrepreneurship: an European Perspective”. Auditorium pieno di persone. Età media: più alta di quello che avviene normalmente negli eventi di crowdfunding europei, ma che ci vuoi fare, è un nostro tratto demografico.
Primo intervento, in diretta da Roma, Mattia Corbetta del Ministero dello Sviluppo Economico. Tipo in gamba, è stato una delle menti della legge in vigore per l’equity crowdfunding in Italia. Peccato che questa legge serva a poco o a nulla, visto che la scena dell’equity crowdfunding nostrano è praticamente inesistente.

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Crowdfunding italiano in numeri: 1 – Italian Crowdfunding in numbers: 1

1 è il numero di piattaforme  di equity crowdfunding che ad oggi appaiono iscritte sul registro online apposito  della CONSOB.

All’incirca 5 mesi fa, la CONSOB emetteva il regolamento per l’equity crowdfunding e l’Italia diventava il primo paese al mondo ad avere una legislazione ad hoc per questa nuova materia. Slanci di orgoglio a parte, quel giorno veniva formalmente introdotto il registro per  le piattaforme online di raccolta del capitale. La sezione ordinaria di quello stesso registro, destinata all’iscrizione dei gestori dei portali che abbiano ottenuto l’autorizzazione ad operare, è rimasta fino a metà ottobre scorso vuota. Oggi, figura una sola piattaforma iscritta, tale Starsup, di cui online è visibile solo una landing page.

Eppure, a quanto emerge dalla ricerca pubblicata durante l’edizione di quest’ anno di Crowdfuture e firmata da Ivana Pais e Daniela Castrataro, i portali di equity crowdfunding identificati sono 9, escluso quello menzionato sopra. Fatta eccezione per Unicaseed, portale di crowdfunding che verrà presto lanciato da Unicasim, operato quindi da un gestore di diritto che, in quanto tale, non deve chiedere l’autorizzazione alla CONSOB, che ne è delle altre 8? Perché non figurano già nel registro?

Benché la ricerca di Ivana Pais e Daniela Castrataro indichi che molte di questi portali hanno già intrapreso la fase di iscrizione al registro, nessuno di loro ha evidentemente ancora terminato il processo. Con il sospetto che  i ritmi così rallentati fossero dovuti al processo burocratico in sé, più che alla buona volontà dei gestori, sono andata a vedere cosa sia necessario fare per iscriversi al registro della CONSOB  come gestore di una piattaforma di equity crowdfunding.

Il primo vero e grande ostacolo è stato orientarsi nel sito dell’istituto di vigilanza e trovare dove fosse la pagina che spiegava come avviare il

Credit to: zingarate.com

Credit to: zingarate.com

suddetto processo. Passata una decina di minuti, sono riuscita a trovare il documento cercato (non chiedetemi come, perché davvero non lo so),  al seguente link http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2013/d18592.htm?hkeywords=portale+crowdfunding&docid=1&page=0&hits=4 (mi sono fatta furba ed ora l’ho salvato, onde evitare altre inutili perdite di tempo in futuro).

Una volta che l’interessato sarà finalmente riuscito a trovare la pagina giusta, scoprirà che per iscriversi come gestore dovrà fornire :

  • Una serie di informazioni generali sull’azienda
  • Una copia dell’atto costitutivo e uno dello statuto dell’azienda
  • La lista dei soggetti che detengono il controllo della società
  • Dei documento che provino l’onorabilità e la professionalità  (per approfondire,vedi qui) dei soggetti che detengono il controllo della società
  • La lista dei gestori e degli amministratori del portale
  • Il verbale della riunione del CDA in cui si prende atto della sussistenza dei requisiti di onorabilità e professionalità dei gestori e degli amministratori
  • Un report dettagliato sull’attività del portale. In particolare – senza dilungarmi nei dettagli – è richiesta una descrizione di  (1) come funziona il portale e quali sono le sue attività principali; (2) come è strutturata la società, qual è l’eventuale piano di assunzione del personale, come sono conservati e tutelati i dati, come funziona il sistema di gestione degli ordini,quali servizi sono forniti da terze parti.

Infine il portale deve trovare un rappresentate legale che presenti la domanda per conto suo.

Vista la quantità di materiale e il livello di dettaglio con cui bisogna fornire i documenti, non mi stupisco più che, ad oggi, solo una piattaforma – per altro non ancora online – sia riuscita a completare l’iscrizione. Un sentito in bocca al lupo a tutte le altre. Se doveste avere bisogno di una mano, non esitate a contattarmi.

1 is the number of equity crowdfunding platforms that today are registered with CONSOB.

About 5 months ago, CONSOB was realising the equity crowdfunding regulation and Italy was becoming the first country with a specific legislation for crowdfunding.  That day, CONSOB also introduced the online register for equity crowdfunding platforms. The ordinary section of that register, where the portals managers have to sign up once they get the authorization from CONSOB, has been empty until mid October. Currently only one platform is registeres – Starsup.it -, which has only landing page online.

However, according to the research published by Ivana Pais and Daniela Castrataro and introduced to the public during this year’s edition of Crowdfuture (the largest conference about crowdfunding in Italy), equity crowdfunding portals in Italy are 9, not counting the one mentioned before. Except for Unicaseed, equity crowdfunding platform which will be soon launched by UnicaSIM, a broker-dealer that, as such, is already authorized by CONSOB, what happens to the remaining 8? Why haven’t they registered yet with CONSOB?

Although the research of Ivana Pais and Daniela Castrataro clearly shows that many of the identified equity crowdfunding portals have already started the process of registering with CONSOB, none of them has completed the application yet.  Having the suspect that the slow rhythm is due  more to the burocratic process itself, than to a lack of goodwill on the portals’ side, I went to see what it is necessary to do to register with CONSOB as an equity crowdfunding platform manager.

The first big obstacle was to find the way  through CONSOB’s website to the right page with the  desired information. After more or less ten minutes, I managed to find the document I was searching for at the following link http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2013/d18592.htm?hkeywords=portale+crowdfunding&docid=1&page=0&hits=4.

Once you eventually find the document you were looking for, you will find out that to register with CONSOB as portal manager you will have to provide the following documents:

  • General information on the company
  • A copy of the Incorporation Act and of the company’s statute
  • A list of the controlling shareholders
  • Documents proving the trustworthiness of the controlling shareholders
  • A list of the company’s managers and administrators
  • Documents that prove that the board has verified that the managers and administrators meet the requirements of professionalism and trustworthiness
  • A detailed report on the company’s activity. In particular – without going into much detail – it is required to provide a description on  1) how the portal works and what are its main activities; 2) how the company is structured, what is the possible hiring plan, how data are stored, how the system for the management of the orders work, what services are provided by third parties.
  • Finally the portal has to find a legal representative who present the demand to CONOSB on its behalf.
  • Having seen the quantity of information and the level of detail required, it comes with no surprise that until today just one platform – which is not online yet – has managed to complete the registration process. Good luck to all the others and if you need help, please do not hesitate to contact me.

SPOILER ALERT: dalla CONSOB le prime voci sul regolamento dell’equity CF- Equity crowdfunding law for Italy

Poche ore fa alla conferenza di Mission Continuity, a Milano, il vicedirettore della CONSOB, D’Agostino, ha anticipato che il regolamento per il crowdfunding sarà rilasciato domani o al più tardi lunedì.

Dalla presentazione riguardo alla normativa che verrà presto pubblicata, spiccano i seguenti cambiamenti rispetto al testo di consultazione rilasciato a marzo scorso (vedi il post):

  • Le imprese innovative si potranno registrare ad una piattaforma anche senza avere già trovato un investitore professionale disposto ad investire almeno il 5% del capitale offerto. Questa figura sarà richiesta solo al fine di perfezionare la raccolta del capitale.
  • Tra le categorie di investitori professionali che la CONSOB ammette rientrano anche gli incubatori.
  • Sui gestori delle piattaforme di CF ricade il divieto di interlocking, cioè di prestare la propria professionalità per gestire altre piattaforme di CF, e di fare consulenza agli investitori  sulla piattaforma.
  • Per quanto riguarda gli amministratori delle piattaforme non esecutivi, la Consob ha ridimensionato i requisiti di professionalità, permettendo l’accesso a tale posizioni anche a persone che non abbiano avuto esperienze nel settore finanziario, requisito che invece permane per i CEO dei portali.
  • Maggiori garanzie informative sono richieste ai crowdfunders che dovranno rispondere a dei test per dimostrare di stare investendo consapevoli del rischio che corrono e di essere in grado di sostenere economicamente l’eventuale totale perdita della somma investita.

 

Infine la CONSOB ha predisposto alcuni indicatori, con i quali, nel giro di un anno, andrà a valutare la normativa e il suo impatto sul mercato del CF.

Come sottolineato dal commissario CONSOB, Vittorio Conti, l’Italia è orgogliosa di essere il primo paese in Europa ad avere adottato un regolamento per il CF. Il commissario ha inoltre auspicato che questo possa costituire un virtuoso esempio per tutta la società di come con la collettività si possa creare qualcosa di concreto, fidandosi gli uni degli altri.

Certo è che per sfruttare al massimo questa innovazione, c’è bisogno che gli Italiani superino i loro limiti culturali, abbracciando un atteggiamento un  po’ più aperto al rischio e meno avverso al fallimento, sia dalla parte degli investitori che da quella degli imprenditori. Altrimenti il CF non decollerà mai, proprio come è successo al private equity in Italia.

Se volete avere più dettagli, sotto trovate le slides riguardo al regolamento presentate oggi(scusate la qualità un po’ scadente).

 

A few hours ago at a conference organized by Mission Continuity, in Milan, D’Agostino, the vice-director of  CONSOB – the Italian financial authority- gave some spoilers regarding the law concerning equity crowdfunding, which will be released tomorrow or on Monday at latest.

From the presentation of the vice-director, the following points were highlighted as new compared to the open-hearing text released in March (see the post about it):

  • The innovative startups are now allowed to register on the CF portal, even without having a professional investor who has already agreed to commit at least the 5% of the capital offered by the company. The accredited investor is only needed in order to start to raise capital on 
  • Incubators are now included among the categories of accrediated investors allowed to lead the investments on equity CF.
  • For the CF platforms managers it is forbidden to practice any interlocking activity, that is they cannot use their names and their professionalism to manage other CF portals. They also cannot consult any crowdfunder on the investments.
  • Non-executive administrators of CF platforms saw their requirements lowered to the extent that now they are not required anymore to have had experiences in the financial sector, before joining the platform. This requirement, however, remains for the platforms’CEOs.
  • More informational guarantees are requested to the crowdfunders, who now are have to take a test to show they are aware of the risks they are taking when investing and that they can afford the possible loss of the amount invested.

Last but not least the CONSOB set some indicators, that will be used to evaluate, in one year time, the impact the law had on the CF market.

As the CONSOB commissary, Vittorio Conti, said, Italy is proud to be the first country in Europe to adopt a law for equity CF. Mr. Conti has further wished that this can become an example for the entire society of how the community can create something concrete, just by trusting each other.

Nevertheless, to unleash the full potential of equity CF it is necessary that the Italians overcome their cultural limits, embracing a more open to risk and less failure adverse attitude, both on the investors side and on the entrepreneurs side. Otherwise it will never grow and develop as it happened with private equity in Italy.

Below you find the slides of the presentation of CONSOB about the law for equity CF. ( Sorry it is in Italian only! However if you should have questions do not hesitate to contact me).

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Regolamento Consob per il crowdfunding: un abbozzo della bozza – Equity crowdfunding in Italy: the draft of the law

crowd-fundingGiovedì 28 Marzo la Consob ha finalmente pubblicato la bozza per il regolamento dell’equity crowdfunding in Italia. Bozza, in quanto fino al 30 Aprile il testo rimane aperto a consultazioni pubbliche.

Non appena ricevuta la notizia ho accantonato i libri per il mio esame di settimana prossima e sono andata a studiarmi il regolamento – cosa decisamente molto più utile ;-).

Di seguito, vi riporto i punti salienti del testo.

Innanzi tutto, il regolamento prevede che le piattaforme di crowdfunding possano essere istituite ed amministrate fondamentalmente da due categorie di soggetti:

  • I “gestori di diritto”, cioè banche ed altri istituti finanziari.
  • I “gestori da autorizzare”, in cui rientrano tutti coloro che possiedano una serie di requisiti di onorabilità e professionalità.

Entrambi i soggetti dovranno essere iscritti in un apposito registro della Consob. La differenza sta nel fatto che per i primi basterà una notifica alla Consob, per i secondi è, invece, prevista la compilazione di un modulo che attesti il possesso dei suddetti requisiti, che verrà verificato entro 60 giorni dalla Consob.

I gestori delle piattaforme di CF sono poi tenuti ad una serie di obblighi di informazione per garantire la massima trasparenza e tutela dei crowdfunders .

Per quanto riguarda la raccolta di capitale da parte delle startup innovative (per una definizione vedere il mio post al riguardo), il limite massimo è stabilito a 5 milioni di euro. Inoltre, il  regolamento prevede che almeno il 5% della somma debba essere sottoscritto da investitori professionali, fondazioni bancarie, società finanziare o incubatori. La (discutibile) ragione di fondo è che la presenza di investitori professionali, esperti nel condurre due diligences, garantisca ulteriore tutela per i crowdfunders  o cosiddetti investitori “retail”.

Le startup innovative che si avvarranno dell’equity  crowdfunding saranno, inoltre, tenute ad  inserire una clausola nel loro statuto che preveda, in caso di cessione delle quote di controllo a terzi, il diritto di recesso dalla società e di co-vendita per i crowdfunders. Per evitare di irrigidire troppo lo statuto, tale clausola avrà validità finché la startup sarà considerata “innovativa”, ossia per i primi 4 anni.

Infine ai crowdfunders è riservato il diritto di revoca, nel caso che, tra il momento in cui si abbia aderito al progetto e il momento della chiusura della campagna di crowdfunding, sopravvenga un fatto che possa influire sulla decisione di investimento.

Staremo a vedere se il testo cambierà dopo il 30 aprile. Personalmente, credo che l’attuale bozza restringa eccessivamente la possibilità per le startup di avvalersi del crowdfunding, soffocandone così il suo potenziale innovativo e la sua portata rivoluzionaria per il mercato del seed capital.

Per chi volesse approfondire l’argomento, trovare il testo integrale del regolamento Consob qui.

 

As soon as I received the news I closed my books for the exam I have next week and I focused on the draft of the law, which for me is a lot more interesting.;)

Following I summarize the most important points.

First of all, the law allows two categories of subjects to found and manage a crowdfunding platform:

  • The “permitted managers”, that is banks and other financial institutions.
  • The “to-be-permitted managers”, that is all the people that match certain requirements of professionalism and honorability.

Both categories need to be registered in a specific book hold by the CONSOB. The main difference between the two is that the former just needs to notify the CONSOB to be registered on the book, while the latter has to fill a form that recognizes that he/she has the aforementioned requirements and wait for the CONSOB to verify it.

The platforms managers have then some informational obligations to respect, in order to guarantee transparency and crowdfunders protection.

The law only allows innovative startups -i.e. startups that are recognized as such by the chamber of commerce, because they have invested in research and development activities, for example-to raise capital through equity crowdfunding and sets a cap at 5 million of euros. Furthermore the law specifies that at least 5% of the capital offered shall be subscribed by a professional investor, a bank foundation, a financial corporation or an incubator.

 Additionally those startups that raise capital through equity crowdfunding must insert in their statue a clause that guarantees to the crowdfunders the right to withdraw from the investment and to sell their shares , in the case the major shareholder sells his stake to a third party.

Last but not least, the crowdfunders can withdraw their commitments in any moment, until when the crowdfunding campaign is closed.

Let’s see if the text changes after the 30th of April. However, on my opinion, the current draft excessively limits the possibility for startups to use crowdfunding, thus strangling its innovative and revolutionary potential for the seed capital market.

Decreto crescita 2.0, imprese innovative & crowdfunding

Aspettando il 19 Marzo, giorno in cui la Consob renderà pubblico il regolamento per il crowdfunding in Italia, ho pensato fosse utile dare un occhio al Decreto Crescita 2.0 presentato dal governo Monti e chiarire cosa prevede per il crowdfunding.

Il decreto definisce una  piattaforma di crowdfunding come una “piattaforma online che abbia come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitale di rischio da parte delle start-up innovative, comprese le start-up a vocazione sociale”. Da qui si evince facilmente che (1) il decreto concerne solamente l’equity crowdfunding e (2) solo le imprese che si qualificano come startup innovative o startup a vocazione sociale possono fare uso del crowdfunding.

Ma cosa si intende per startup innovative e startup a vocazione sociale? Per qualificarsi come “startup innovativa” bisogna che l’impresa soddisfi i seguenti requisiti:

  • Società di capitali non quotata
  • Maggioranza del capitale di rischio detenuto da persone fisiche
  • Società costituita da non più di 2 anni
  • Società avente sede principale in Italia
  • Non distribuisce e non ha distribuito utili
  • Ha come oggetto sociale  “la produzione e commercializzazione di prodotti o servizi ad alto valore tecnologico”
  • La società possiede almeno uno dei seguenti 3 requisiti: (1) spende almeno il 20% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione in attività di ricerca e sviluppo; (2) ha almeno 1/3 della forza lavoro in possesso di un dottorato o che ha lavorato come ricercatore presso istituti privati; (3) possiede un brevetto.

Le imprese con quest requisiti potranno raccogliere capitale su portali di equity crowdfunding. La somma massima che sarà possibile ottenere deve essere ancora determinata dalla Consob. Negli USA il JOBS Act fissa una soglia massima di 1 milione di dollari. Sempre alla Consob spetterà il compito di tutelare gli investitori non professionali. A questo proposito le offerte di investimento dovranno essere accompagnate almeno da un investitore professionale.

Attualmente al registro speciale per le imprese che intendono utilizzare il crowdfunding per la raccolta di capitale sono iscritte poco più di 30 startup. Il motivo di una così bassa partecipazione è probabilmente dato dal fatto che i requisiti per l’idoneità sono troppo stringenti. Non solo le startup non tecnologiche vengono escluse da questo tipo di raccolta di capitale, ma anche le imprese avviate da più di 2 anni. Al contrario, negli Stati Uniti, il JOBS Act apre al crowdfunding a qualsiasi piccola impresa e startup. Inoltre in Italia fa discutere anche il fatto che le startup innovative abbiano il divieto di distribuzione degli utili per i primi 4 anni, rendendo così meno interessante l’investimento, in quanto non è nemmeno previsto un sistema per rendere liquide le partecipazioni.

Se il crowdfunding era stato presentato dal Decreto Crescita 2.0 come una delle “misure per la nascita e lo sviluppo” di nuove imprese, ora si corre il rischio che la sua spinta innovativa per il mercato dei capitali italiano venga soffocata dalla sua stessa regolamentazione. Staremo a vedere cosa ci proporrà la Consob il 19 marzo.

Per ulteriori approfondimenti riguardo al Decreto Crescita 2.0 controllate qua