Who’s next? L’Equity crowdfunding al di fuori dell’Italia – Equity crowdfunding outside of Italy

“E’ con orgoglio che possiamo dire che l’Italia presto sarà il primo paese in Europa ad avere un regolamento per l’equity crowdfunding!”. Mi echeggiano ancora nella testa le parole del Vice-direttore della CONSOB, D’agostino, e mi provocano quasi i brividi dall’emozione.  Davvero non ci credo, per una volta non siamo tra i followers, ma tra i trend setters. Complimenti alla CONSOB e a tutti coloro che hanno reso possibile questo importante step verso il futuro del crowdfunding.

Ma gli altri? A che punto sono? Chi sta provvedendo a regolamentare la materia e chi no?

Molti di voi avranno sentito parlare del JOBS Act, la proposta di legge bipartisan americana, firmata ad Aprile 2012 da Obama. Uno dei suoi punti centrali è proprio la regolamentazione del crowdfunding, a cui la SEC sta provvedendo da quasi un anno ormai. E’ notizia di qualche giorno fa che la SEC ha approvato il Title II che permette alle imprese di promuovere pubblicamente la loro campagna di fundraising, cosa che era severamente proibita fino a pochi giorni fa. Per il Title III, quello che apre l’equity crowdfunding anche a chi non è investitore accreditato, bisognerà aspettare ancora due o tre mesi, durante i quali la SEC ha intenzione di avviare una consultazione pubblica (seguendo l’esempio italiano).

Sempre poco tempo fa, in Canada, l’autorità di vigilanza del mercato finanziario dell’Ontario (Ontario Securities Commission) ha permesso l’equity crowdfunding per le imprese che abbiano un impatto sociale e/o ambientale. L’investimento, in questo caso è limitato ad investitori professionisti.

In più paesi europei, l’equity crowdfunding è in funzione da qualche anno ormai. Tuttavia, come spiegato da un articolo pubblicato qui sul blog di ICN in precedenza, le piattaforme operative non  sono regolate da una legislazione apposita, ma bensì da regolamenti già vigenti, a cui, a seconda del caso, sono magari state applicate delle esenzioni. E’ così possibile investire tramite piattaforme di equity crowdfunding in Olanda, UK e Germania. Attenzione però, non tutti i paesi consentono a chiunque di poter fare investimenti su piattaforme di crowdfunding. Infatti, in Gran Bretagna, tale possibilità è limitata a investitori accreditati o a persone che dispongono di un certo (elevato) reddito. In Olanda e Germania, invece, i siti rimangono aperti a tutti.

In Spagna è stato recentemente lanciato l’hashtag #yocrowdfunding, per promuovere la petizione fatta al governo per ottenere una legislazione in merito all’equity crowdfunding.

In Francia l’equity crowdfunding è possibile, ma soggetto a regole alquanto stringenti, che, ad esempio, non ammettono a più di 149 investitori di chiedere informazioni riguardo all’investimento. Il ministro per le PME ha però annunciato la sua disponibilità a ricevere proposte al fine di rendere l’equity crowdfunding più attraente.

L’Italia rimane quindi il primo stato, almeno in Europa ad avere emanato una legislazione per l’equity crowdfunding. Tuttavia non è detto che sia necessario averne una, se le attuali regole dei rispettivi mercati finanziari esteri funzionano bene abbastanza (ad esempio, in Germania). Rimane comunque utile ed interessante tenere gli occhi aperti sul mondo e vedere come i vari stati gestiscano quest’innovazione finanziaria, per poter poi valutare la nostra ed eventualmente migliorarla.

 

We can now proudly say that Italy is going to be the first country in Europe to have a regulation for equity crowdfunding!” The words of CONSOB vice-director, D’Agostino, still echo in my head and I still feel excited because of them. I really can’t believe it, this time Italy is not a follower, but a trend setter! Congratulations to the CONSOB and everyone who made possible to take this big step towards the future of crowdfunding. But what about the others? Which country is regulating the subject and which is not?

Many of you might have heard of the JOBS Act, signed in 2012 by President Obama. One  of its main points is the regulation of crowdfunding, on which the SEC has been working for almost one year. It is  recent news that the SEC approved the Title II which allows to the enterprises to promote to the general public their capital raising campaign. This was in fact strictly forbidden until a few days ago. To see the Title III – i.e. the one allowing the general public to make investments through equity crowdfunding – approved, however, we will have to wait for two or three months more. During this period the SEC is going to start a public consultation (like the one that was undertaken from the CONSOB in Italy).

 Not long time ago, the Canadian Financial authority for the state of Ontario (Ontario Securities Commission) released a decision that allows the enterprise with a social and/or an environmental impact to raise capital through equity crowdfunding.

 

In a few European countries equity crowdfunding has been running already for a while. However, the CF platforms in these cases are not regulated by a specific legislation, but they exist, instead, under other regulations, to which, depending on the case, are applied some exemptions. In this way it is possible to invest through equity crowdfunding platforms in the Netherlands, UK and Germany. Nevertheless, it is important to consider that, in the United Kingdom, the investment possibility is restricted to accredited investor and high net worth individuals. In the Netherlands and in Germany, on the contrary, the CF websites are open to anyone wishing to make an investment.

In Spain was recently launched the hashtag #yocrowdfunding, in order to promote the petition to the government to obtain a regulation for equity crowdfunding.

In France, equity crowdfunding is possible. However, it is subject to some very strict rules, which, for example, do not permit to more than 149 investors to ask information regarding the investment. The French minister for the SMEs announced his availability to receive proposals for ideas on how to make equity crowdfunding more attractive.

Italy thus remains the first country – at least in Europe – to have adopted a regulation for equity crowdfunding. Nevertheless, it shall be said that it is not necessary to adopt a specific legislation if the current ones for the financial markets work fine enough (e.g. in Germany). It is in any case interesting to keep the eyes open on the world and see how different countries manage this financial innovation, to then evaluate the Italian one comparing it to the others.

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