“If you Booomerang, you get it back”: a talk with Michael Eis, pioneer of Danish crowdfunding – “Se fai Booomerang, ti ritorna”: ne parla Michael Eis, pioniere del crowdfunding danese

After an experience in finance, he turned to be an early web entrepreneur in 1997, when the web was still 1.0. Owner of several web shops in Scandinavia since then. Father of three kids. Now 43 years old.

This is the identikit of Michael Eis, founder of Booomerang.dk, the first crowdfunding platform in Denmark, a market that Michael defines as a “pond”, too small for many players. In two years, Booomerang (yes, three ‘o’) has raised around one million Danish krones (135.000 €) for 216 projects raised for independent movies, video-games, music and design. The business is now very close to break-even with Michael being the sole employee of the company. Michael is also the only delegate of Denmark at the European Crowdfunding Network.

                                                                                                                                            booomerang

Why Booomerang?

You throw some money at it, and you will get something back. Just like a boomerang.

 

It is reward-based crowdfunding.

Exactly. I tell you more: Depending on how much you fund, say a musician, you get different prizes, ranging from a simple vinyl disc to the whole band playing in your living room. Price differentiation at your hand.

 

When did you get the idea to start a CFP?

At a crucial point in my life. It all started in the summer of 2009 when the financial crisis hit Denmark and forced many banks to cut on risky investments, including my venture at the time, DASK, an e-gallery that helped artists (many were friends of mine) to sell their works online. Without a loan, we all had to close down, my friends and I. Stressful times. I definitely needed a break, relax a bit. Few days later I was in Miami, enjoying the summer and the sun. But then I read this article on how cool were Kickstarter and Indiegogo. And I got in love with it. Immediately. My first thought was: no more banks, no more loans, no more intermediaries. Just us and our people. My next idea was: why not starting in Denmark? My next flight was few hours later, back to Copenhagen.

 

Artists, and in particular musicians, make most of your projects base.

Right. With Booomerang many Danish musicians found a new way not only to get extra-money fast and cheap, but also a communication channel to gauge with fans and create a stronger bond with them. It’s not just about the money.

 

What has been the biggest challenge for you and Booomerang so far?

Building a believers base. I invested so much time in trying to convince entrepreneurs that crowdfunding is not a form of begging. In less than 3 years I gave over a hundred speeches in universities, conferences, workshops.

Michael Eis

Michael Eis

 

Denmark has a high income per capita, and high internet penetration. Do you think it helps?

No. The problem in Denmark is cultural. Many are still skeptical and misunderstand the concept. They look at it and say: “ok, this is charity”.  What’s worse is that people still expect the government to directly invest in start-ups, or support cultural projects, such as small musicians. The result is that in reward crowdfunding, we are still much behind the United States where Kick Starter grows with the entrepreneurial endeavor of its citizens.

 

How about equity crowdfunding?

(smiles) That’s another story. The future here looks better than in the US.

Why?

First the European legal framework looks much less stringent than its American counterpart on issues like investors protection. Plus, the idea of a stock market is more rooted in our culture. Recall that the first stock exchange was invested in Amsterdam.

Let me guess, you plan to invest in it.

Wrong, I am already doing it. It’s called Crowdinvest.dk, the first Danish platform for equity-crowdfunding. Stay tuned with it!

Rocco Pastonesi

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Dopo un’esperienza nella finanza di Copenhagen, diventa “web-entrepreneur” dal ‘97 quando il web era ancora 1.0. Proprietario di alcuni business online in Scandinavia. 43 anni appena compiuti. Padre di tre bambini.

E’ questo l’identikit di Michael Eis, fondatore di Booomerang.dk la prima piattaforma di crowdfunding in Danimarca, un mercato che Michael definisce una “pozzanghera”, troppo piccolo per starci in tanti. Due anni di attività e Booomerang ha tirato su 1 milione di corone (circa 135.000 €) per 216 progetti, per lo più musica,  video giochi, design e anche qualche indie-film. Anche se è Michael a gestire quasi tutti da solo, Booomerang è sulla via del pareggio. Michael è l’unico rappresentante della Danimarca al European Crowdfunding Network.

 

Perché l’hai chiamato Booomerang?

L’idea è di far capire che non butti denaro al vento ma invece, proprio come con un boomerang, in qualche modo ti ritorna indietro.

Si tratta di reward-based crowdfunding, giusto?

Esattamente. Ti dirò di più: a seconda di quanto dai, per esempio a una band, riceverai premi diversi. Da un semplice vinile, se paghi il minimo, fino ad avere l’intera band a suonare nel salotto di casa tua, se sborsi un po’ di più. Praticamente, differenziazione di prezzo al tuo servizio.

 

Quando ti è venuta in mente l’idea di lanciare una piattaforma di crowdfunding?

In un momento cruciale della mia vita. Tutto cominciò nell’estate del 2009 quando il crack finanziario si faceva sentire in Danimarca, costringendo  molte banche a tagliare sugli investimenti più rischiosi tra cui il mio. Al tempo era DASK, una e-gallery dove artisti di ogni genere (molti amici miei) trovavano spazio per vendere i propri lavori. Però, senza più credito, abbiamo dovuto chiudere. Tempi di stress vero. Avevo bisogno di una bella vacanza. Pochi giorni dopo presi un volo per godermi il sole estivo di Miami. Ma dopo aver letto in spiaggia un articolo su quanto spaccavano Kickstarter e Indiegogo, la mia vacanza è durata meno di quanto pensassi. Mi ci sono innamorato subito del crowdfunding. A prima vista. Il mio primo pensiero è stato: basta banche, basta debiti, niente più di tutto questo. Solo noi e la gente. Poi ho pensato: perché non farlo in Danimarca? Qualche ora dopo, ero in viaggio per Copenhagen.

 

Artisti, e musicisti in particolare, sono quelli che fanno più progetti su Booomerang.

Esatto. Con Booomerang, e il crowdfunding in generale, i musicisti hanno preso due piccioni con una fava: fare cash facile e veloce, e soprattutto un modo innovativo per comunicare e relazionarsi con i propri fan. Se credete che il crowdfunding sia solo una questione di soldi, vi sbagliate di grosso.

 

Qual è stata la cosa più difficile per te e Booomerang ad oggi?

Trovare gente che ci credesse davvero. Ho investito non sai quanto tempo per cercare di convincere imprenditori (e non solo) che il crowdfunding non è fare l’elemosina. In meno di 3 anni ho dato più di cento discorsi in università, conferenze, workshop.

 

La Danimarca ha un alto livello di reddito, e la penetrazione di Internet è quasi totale. Questo aiuta il crowdfunding?

Non molto. Il problema danese è più che altro culturale. Molti sono scettici e fraintendono quello che è il crowdfunding. Senza stare a pensare, dicono subito: “Ho capito, è beneficenza”. Quel che è peggio è che la gente si aspetta che sia il governo a investire direttamente nelle startup e, ancora di più, in progetti culturali. Il risultato è che per il reward-based crowdfunding siamo ancora piuttosto indietro agli Stati Uniti, dove giganti come Kickstarter crescono a velocità spaziali con la forza imprenditoriale dei cittadini americani.

 

E invece, che ne pensi dell’equity-crowdfunding?

(sorride) Questa è un’altra storia. In questo credo che siamo messi meglio che in America.

Perché?

Innanzitutto, in materia di protezione dell’investitore il quadro legislativo in Europa generalmente è meno stringente che quello degli States. Inoltre l’idea del mercato azionario è molto più radicata nella nostra cultura. Non a caso il primo al mondo è nato ad Amsterdam.

Fammi indovinare, stai investendo nell’equity.

Sbagliato, l’ho già fatto. Si chiama crowdinvest.dk, la prima piattaforma danese per equity-crowdfunding. Stay tuned with it!

Rocco Pastonesi

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2 pensieri su ““If you Booomerang, you get it back”: a talk with Michael Eis, pioneer of Danish crowdfunding – “Se fai Booomerang, ti ritorna”: ne parla Michael Eis, pioniere del crowdfunding danese

  1. bx.gd ha detto:

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  2. rocco ha detto:

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    What do you think?

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