Social lending: un interessante canale alternativo per i prestiti personali.

SBAM! E anche quando l’ennesima banca ti chiude la porta in faccia, negandoti il tanto desiderato prestito, tutto quello che vorresti fare è cominciare a picchiare la testa contro il muro… No, aspetta, fermati! Non farlo! Non fare del male ai tuoi piccoli e cari neuroni. C’è una soluzione, un’ altra strada che possiamo provare. Si chiama lending crowdfunding, peer-to-peer lending o social lending.
Nato nel 2005 in Gran Bretagna, il peer-to-peer lending consente a chi ha bisogno di credito di trovare nelle apposite communities online dei prestatori, ovvero delle persone che decidono di investire i propri risparmi prestandoli a chi ne abbia bisogno. Eliminando la presenza degli intermediari, il lending crowdfunding permette di ottenere condizioni più vantaggiose per entrambi le parti: tassi più bassi per chi ottiene il prestito e tassi più alti per chi presta. Utopia? No, pura realtà. Basta dare un occhio all’italiana Smartika o agli statunitensi Prosper e Lending Club per vedere con i propri occhi.
La recente crisi finanziaria e il credit crunch hanno decisamente contribuito alla forte crescita del social lending a livello globale, che nel 2012 ha registrato più di 1 miliardo di dollari in prestiti. In questo modo, il peer-to-peer lending si sta ponendo sempre più come valida alternativa al credito bancario, tant’è che è riuscito a destare l’attenzione di giganti come Google, che qualche mese fa ha investito in Lending Club, piattaforma americana e leader nel settore.
Il mercato del social lending è in forte espansione anche in Gran Bretagna, dove il governo ha stanziato 55 milioni di sterline per stimolare i prestiti alle piccole imprese tramite canali di credito alternativi, come, appunto, le piattaforme di lending crowdfunding. Ed ancora in terra inglese sono apparse delle piattaforme di social lending specializzate in un determinato tipo di credito. Un esempio interessante è Crowdmortgage, focalizzato sui prestiti per la casa.
In Italia, invece, il pioniere del lending crowdfunding è Smartika, che, avviata poco più di 12 mesi fa, ha già erogato 3 milioni di euro di prestiti tra privati e vanta un’eccellente regolarità nei ripagamenti ai creditori ( il 99,57% delle rate è stato ripagato in tempo). Oltre a condizioni vantaggiose e ad una struttura trasparente, quello che Smartika offre in più rispetto agli istituti di credito tradizionali è la possibilità di interagire direttamente con chi riceve o presta denaro e non con uno sportello bancario anonimo che non lascia vedere cosa e chi ci sia dietro.
Sulla statunitense Prosper l’interazione è così diretta che i prestatori possono navigare tra i profili personali dei richiedenti e scegliere a chi fare credito. Uno studio recente ha dimostrato che tra i richiedenti che hanno aggiunto una foto al loro profilo personale, quelli con un’ apparenza più “trustworthy”, cioè più affidabile, hanno ottenuto prestiti con condizioni più favorevoli rispetto a quelli con un’ apparenza un po’ meno affidabile. Quindi, mi raccomando, niente foto scattate il sabato sera! 😉
Dai progetti di vita personali al finanziamento della propria attività, con il social lending oggi si possono bypassare banche e altri istituti di credito. Il lending crwodfunding si sta quindi affermando a livello globale come valida alternativo al credito tradizionale. E il tutto avviene mediante un processo più trasparente ed un’esperienza più umana e diretta.

Originariamente pubblicato su il blog di ICN (Italian Crowdfunding Network), il 25/06/2013

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