Dal mutuo al cambio sesso, il crowdfunding là dove il sistema non arriva. – Crowdfunding where the system doesn’t get.

A Febbraio scorso uno studente Americano di soli 20 anni, sostenuto dai ragazzi della sua confraternita, ha lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per  raccogliere la somma necessaria per un’operazione di cambio sesso.  $ 8000 era il costo dell’operazione, ovviamente non coperta dall’assicurazione sanitaria. La campagna di crowdfunding gliene ha resi ben più di $ 16000, permettendogli così non solo riuscire di a rimuovere il seno, ma anche di pagarsi la terapia ormonale per completare il lungo processo di transizione.

Negli USA piattaforme di crowdfunding come GiveForward.com sono nate appositamente per aiutare la persone, che si trovano ad affrontare malattie ed emergenze inaspettate, ad ottenere i fondi necessari per permettersi le cure mediche. Con questo non ho intenzione di aprire la discussione sulla questione del ruolo dello stato nell’assistenza sanitaria. Il punto che vorrei fare è che il crowdfunding è capace di arrivare là dove le banche e le assicurazioni non osano spingersi.

Crowdmortgage, una piattaforma inglese di crowdfunding  che è appena stata finanziata tramite Crowdcube, aprirà presto le porte al pubblico. Il sito permetterà a chiunque possa dimostrare di avere un reddito sicuro di pubblicare richieste per ricevere un mutuo. Nel caso di default, il mutuo è assicurato con la proprietà in questione. I fondatori della piattaforma, consci della sempre più stringente selettività delle banche e di altri istituti creditizi nel concedere mutui, vedono in Crowdmortgage una soluzione alternativa con un enorme potenziale rivoluzionario, non solo per il mercato del real estate, ma per l’economia inglese in generale. Funzionerà? Ancora non si può dirlo ma esistono dei precedenti vicini, come il sito di lending crowdfunding Prosper, che funziona già da qualche anno e che permette alle persone di ottenere prestiti personali dai cosiddetti “peers”.

Si tratta anche qui di una scelta “win-win”: da un lato chi ha difficoltà ad accedere alle banche, può ottenere un finanziamento, a volte anche a tassi migliori di quelli operati dagli intermediari tradizionali; dall’altra i crowdfunders si trovano dinanzi ad un’opportunità di investimento allettante, non troppo rischiosa, in quanto la quota di capitale investita è contenuta  e facilmente liquidabile, e che bypassa gli intermediari.

Sembra proprio che il crowdfunding si stia proponendo come una valida alternativa per il finanziamento non solo dei progetti creativi e delle startups, ma anche delle singole persone e dei loro progetti  ed esigenze personali, siano cure mediche, comprarsi una casa o pagarsi l’università. A questo punto non posso non trattenermi dal pensare che stiamo vertendo a un modello che i nostri avi hanno usato per secoli e secoli prima di noi: là dove c’è bisogno e dove lo stato o il sistema non arriva, c’è la comunità, in questo caso globale, pronta ad intervenire. Alla fine con il crowdfunding  tutto il mondo è paese.

Last February an American 20 years old  student launched, with the support of his fraternity members,  a crowdfunding campaign on Indiegogo to collect the necessary amount for a sex reassignment operation. $8000 was the estimated cost of the operation and it was of course not covered by the medical insurance. The crowdfunding campaign raised eventually more than $16000, allowing, in this way, not just to pay for the breast removal, but also to finance the hormonal therapy to complete the long transition process.

In the USA crowdfunding platforms like GiveForward.com were born specifically to help people, who deal with unexpected emergencies and illnesses, to get the necessary funds to pay the medical treatments. At this point, I am not trying to open the discussion concerning the state’s role in the health care. The point I would like to make is that crowdfunding can get where no bank or insurance is daring to go.

Crowdmortgage is a UK based crowdfunding platform, which has been recently financed on Crowdcube and will soon open its door to the general public. The website will allow anyone who can prove to have a secure income to publish listings for a mortgage. In case of default, the mortgage is insured with the property in question.The platform’s founders, aware of the ever increasing selectivity of banks and other credit institutes in granting mortgages, see in Crowdmortgage an alternative solution with a revolutionary potential, not just for the real estate market, but for the entire English economy too. Will it work? Well, it is not yet possible to say, but we know of close precedents, like the lending crowdfunding website, Prosper, which has been up and running for a few years now and that let people get personal loans from other peers.

In this case too, it is a win-win choice: on the one hand who has troubles accessing the banks can get a loan with sometimes even better interest rates than those operated by the traditional lenders; on the other hand, the crowdfunders come across an interesting investment opportunity, not too risky – since the amount of capital invested is limited and easy to sell-  and that bypasses the intermediaries.

It seems like crowdfunding is establishing itself as a valid alternative funding tool, not just for creative projects and startups, but for individuals, their projects and personal needs too, regardless of if they want to pay the health care, the university or  buy an house. At this point I can’t stop myself from thinking that we are kind of heading back towards a model that was used by our ancestors for centuries before us: where there is a necessity, but the state or the system cannot help, there is the community, in this case a global one, ready to provide support.

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