Regolamento Consob per il crowdfunding: un abbozzo della bozza – Equity crowdfunding in Italy: the draft of the law

crowd-fundingGiovedì 28 Marzo la Consob ha finalmente pubblicato la bozza per il regolamento dell’equity crowdfunding in Italia. Bozza, in quanto fino al 30 Aprile il testo rimane aperto a consultazioni pubbliche.

Non appena ricevuta la notizia ho accantonato i libri per il mio esame di settimana prossima e sono andata a studiarmi il regolamento – cosa decisamente molto più utile ;-).

Di seguito, vi riporto i punti salienti del testo.

Innanzi tutto, il regolamento prevede che le piattaforme di crowdfunding possano essere istituite ed amministrate fondamentalmente da due categorie di soggetti:

  • I “gestori di diritto”, cioè banche ed altri istituti finanziari.
  • I “gestori da autorizzare”, in cui rientrano tutti coloro che possiedano una serie di requisiti di onorabilità e professionalità.

Entrambi i soggetti dovranno essere iscritti in un apposito registro della Consob. La differenza sta nel fatto che per i primi basterà una notifica alla Consob, per i secondi è, invece, prevista la compilazione di un modulo che attesti il possesso dei suddetti requisiti, che verrà verificato entro 60 giorni dalla Consob.

I gestori delle piattaforme di CF sono poi tenuti ad una serie di obblighi di informazione per garantire la massima trasparenza e tutela dei crowdfunders .

Per quanto riguarda la raccolta di capitale da parte delle startup innovative (per una definizione vedere il mio post al riguardo), il limite massimo è stabilito a 5 milioni di euro. Inoltre, il  regolamento prevede che almeno il 5% della somma debba essere sottoscritto da investitori professionali, fondazioni bancarie, società finanziare o incubatori. La (discutibile) ragione di fondo è che la presenza di investitori professionali, esperti nel condurre due diligences, garantisca ulteriore tutela per i crowdfunders  o cosiddetti investitori “retail”.

Le startup innovative che si avvarranno dell’equity  crowdfunding saranno, inoltre, tenute ad  inserire una clausola nel loro statuto che preveda, in caso di cessione delle quote di controllo a terzi, il diritto di recesso dalla società e di co-vendita per i crowdfunders. Per evitare di irrigidire troppo lo statuto, tale clausola avrà validità finché la startup sarà considerata “innovativa”, ossia per i primi 4 anni.

Infine ai crowdfunders è riservato il diritto di revoca, nel caso che, tra il momento in cui si abbia aderito al progetto e il momento della chiusura della campagna di crowdfunding, sopravvenga un fatto che possa influire sulla decisione di investimento.

Staremo a vedere se il testo cambierà dopo il 30 aprile. Personalmente, credo che l’attuale bozza restringa eccessivamente la possibilità per le startup di avvalersi del crowdfunding, soffocandone così il suo potenziale innovativo e la sua portata rivoluzionaria per il mercato del seed capital.

Per chi volesse approfondire l’argomento, trovare il testo integrale del regolamento Consob qui.

 

As soon as I received the news I closed my books for the exam I have next week and I focused on the draft of the law, which for me is a lot more interesting.;)

Following I summarize the most important points.

First of all, the law allows two categories of subjects to found and manage a crowdfunding platform:

  • The “permitted managers”, that is banks and other financial institutions.
  • The “to-be-permitted managers”, that is all the people that match certain requirements of professionalism and honorability.

Both categories need to be registered in a specific book hold by the CONSOB. The main difference between the two is that the former just needs to notify the CONSOB to be registered on the book, while the latter has to fill a form that recognizes that he/she has the aforementioned requirements and wait for the CONSOB to verify it.

The platforms managers have then some informational obligations to respect, in order to guarantee transparency and crowdfunders protection.

The law only allows innovative startups -i.e. startups that are recognized as such by the chamber of commerce, because they have invested in research and development activities, for example-to raise capital through equity crowdfunding and sets a cap at 5 million of euros. Furthermore the law specifies that at least 5% of the capital offered shall be subscribed by a professional investor, a bank foundation, a financial corporation or an incubator.

 Additionally those startups that raise capital through equity crowdfunding must insert in their statue a clause that guarantees to the crowdfunders the right to withdraw from the investment and to sell their shares , in the case the major shareholder sells his stake to a third party.

Last but not least, the crowdfunders can withdraw their commitments in any moment, until when the crowdfunding campaign is closed.

Let’s see if the text changes after the 30th of April. However, on my opinion, the current draft excessively limits the possibility for startups to use crowdfunding, thus strangling its innovative and revolutionary potential for the seed capital market.

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