Breve guida alle piattaforme di crowdfunding – A short guide to crowdfunding platforms

Come vi avevo promesso oggi vi parlo di piattaforme di crowdfunding. Nel post precedente le avevo definite come “intermediari tra voi e la folla finanziante”, in quanto permettono di pubblicare i  progetti sul sito, che viene visitato da potenziali investitori in cerca di novità. Attenzione, però. Inviare il progetto non significa che verrà direttamente pubblicato. Normalmente le piattaforme effettuano prima un processo di selezione, valutando se il progetto sia conforme alle norme da loro dettate. Quest’ultime riguardano una serie di standard etici e non, che variano di sito in sito. Ad esempio Kickstarter accetta solo progetti creativi, il che significa che le cause sociali e le attività commerciali, tipo aprire un bar, rimangono escluse. Per scoprire quali sono le linee guida della piattaforma di crowdfunding che vi interessa, vi consiglio di dare un occhio alla sezione FAQ del sito.

E nella sezione FAQ probabilmente scoprirete qualcosa d’altro… Da quando mondo è mondo, dove ci sono intermediari, ci sono soldi. Pubblicare un progetto su una piattaforma di crowdfunding significa usufruire di un servizio e giustamente ha un suo prezzo, che, nella maggior parte dei casi, prende la forma di una commissione. Anche in questo caso la percentuale dipende dal sito. Posso, però, dirvi che normalmente varia tra il 4% e il 10% della somma ottenuta dal progetto. Ciò a cui è opportuno prestare attenzione è se la commissione venga prelevata solo in caso di successo – ossia quando il progetto riesce a raggiungere almeno la cifra prestabilita entro il tempo prestabilito- oppure se venga richiesta anche in caso di insuccesso. Per esempio, Indiegogo chiede il 4% in caso di successo e il 9% in caso di insuccesso. Mentre la francese Ulule vi presenta il conto solamente se avrete raggiunto il vostro obbiettivo.

“Sì, ma quale piattaforma scegliere?” vi starete magari domandando. Purtroppo non c’è risposta certa a questa domanda. Posso però darvi qualche dritta.

Innanzitutto è necessario scegliere il tipo di crowdfunding a cui siete interessati. Ce ne sono principalmente quattro:

  1. Equity Crowdfunding, dove la folla di investitori entra in possesso di azioni o diritti di voto, diventando a tutti gli effetti azionista della vostra impresa. Se siete interessati, date un occhio a Crowdcube e Symbid.
  2. Reward Crowdfunding, ovvero la folla vi finanzia in cambio di premi. Questi vengono stabiliti dai promotori del progetto stessi e variano dall’invio del prodotto al recapito di magliette in edizione speciale. Per farvi meglio un’idea potete visitare l’italiana Eppela e l’arcinoto Kickstarter.
  3. Donation Crowfdunding, dove i soldi ricevuti dalla folla sono donazioni e in quanto tali i promotori dei progetti non devono nulla in cambio a parte un GRANDE GRAZIE. Un esempio è Rally.org
  4. Lending Crowdfunding, ovvero il crowdfunding per i prestiti. In questo caso il capitale ottenuto è di debito, perciò sottoposto alla maturazione di interessi. Esempi di piattaforme di questo tipo sono Prosper e FundingCircle.

Una volta deciso se volete equity o debito, donazioni o premi, è opportuno farsi un’idea del modello alla base delle piattaforme che vi interessano. Le opzioni sono generalmente due:

  • All or nothing, tutto o niente. Se si raggiunge l’obbiettivo I soldi sono vostri, altrimenti tanti saluti e grazie.
  • Keep it all, prendi il bottino e scappa. Non importa se l’obbiettivo prestabilito sia stato raggiunto, allo scadere del tempo si prende e porta casa la cifra che si ha ottenuto. Da notare, però, che la commissione viene applicata anche in questo caso e spesso si tratta di una percentuale più alta di quella che si pagherebbe in caso di successo.

Infine, visto che le piattaforme di crowdfunding stanno spuntando ovunque come funghi, vi consiglio di dare un occhio a quelle specializzate nel vostro campo. Per esempio ci sono piattaforme dedicate ai progetti musicali, come Musicraiser o Sellaband, al giornalismo, come Spot.us, alle cause sociali, come Fundly, alle innovazioni tecnologiche come Fundageek, etc. Il vantaggio di queste piattaforme di nicchia è che, in quanto tali, attirano investitori che sono appassionati o esperti dell’argomento e quindi in grado di valutare meglio il valore del progetto. D’altro canto però, hanno un audience più limitata rispetto a piattaforme più generiche.

Direi che per oggi può bastare. Vi saluto e mi scuso per il ritardo ma non potevo perdermi l’evento più grande dell’anno in quel di Maastricht ovvero il Carnevale!

 

P.S. NEL CASO VOLESTE APRIRE UNA VOSTRA PIATTAFORMA DI CROWDFUNDING E VOGLIATE DEI CONSIGLI, SENTITEVI LIBERI DI CONTATTARMI. IL MIO EMAIL E’ IRENETORDERA [AT] GMAIL [DOT] COM

As promised today I will write about the crowdfunding platforms. In the previous post, I defined them as intermediaries between the project initiators and the crowdfunders, since they allow to publish projects on their websites which are visited everyday by many potential investors looking for some novelty. Although, you should mind that sending a project doesn’t mean getting immediately published. In fact, the platforms normally  first conduct a selection process to evaluate whether the project is complying to their guidelines. These guidelines deal with some ethical and other types of issues and they differ depending on the website. For example, Kickstarter accepts only creative projects, which meansthat social causes and commercial activities, like opening a bar, are excluded. To find out what are the guidelines of the platform of your interest have a look at the FAQ section of the website.

In the FAQ section you will probably find out something else…Where there are intermediaries, there is money. Publishing a project on a crowdfunding platforms means receiving a service and it has of course a price. In the majority of the cases, it is a commission on the money raised by the project. The percentage varies from website to website. I noticed that generally it is in a range between 4% and 10%. What you need to pay attention, though, is to whether the commission is applied only in case of success –  that is, when the project raises the targeted money in the pre-set time period – or also in case of failure. For instance, Indiegogo applies a commission on the total money raised of 4% when successful and of 9% when unsuccessful. The French Ulule, instead, send you the bill only if you managed to reach the goal.

Which platform shall I choose, though?” you will be probably asking yourselves now. Unfortunately there is not an unique answer to this question. Nevertheless, I can give some advices.

First of all it is recommendable to choose the type of crowdfunding that suits your needs best. There are mainly four:

  1. Equity crowdfunding, where the crowdfunders get shares and voting rights, thus becoming actual shareholders of the venture. If you are interested you can have a look at Crowdcube and Symbid.
  2. Reward crowdfunding, where the crowdfunders provide financial resources in exchange for some form of rewards -e.g. products, special edition t-shirts, etc.- , which are decided by the project initiators themselves. To have a better idea of what rewards are and how they work visit Eppela or the famous Kickstarter.
  3. Donation crowdfunding, where the money received from the backers is in form of donations and, thus, the project initiators own them nothing except a BIG THANKS. An example is Rally.org.
  4. Lending crowdfunding or the crowdfunding for loans. In this case the project initiators receive debt capital, which, as such, accumulates interests. Examples of platforms of this kind are Prosper and FundingCircle.

Once you have decided on equity or debt, donations or rewards, you should understand which model is at the base of the platform of you interest works. The options are two:

  • All or nothing model. If the project goal is met, the money is yours. Otherwise, it was a nice try, but  unfortunately you don’t receive anything.
  • Keep it all model. No matter the goal is reached, when the pre-set time is off you are allowed to keep the amount the project managed to raise. However a commission is due anyways and often it is of an higher percentage than if the project met the goal.

Last but not least, since there is an ever-growing number of crowdfunding platforms out there, I suggest to take into account those specialized in the field of you interest. For instance, there are platforms dedicated to music projects, like Musicraiser and Sellaband, to journalism, like Spot.us, to social causes, like Fundly, to tech innovations, such as Fundageek, etc. The advantage these niche platforms offer is that, as such, they attract investors who are passionate about or expert of the subject and thus able to better evaluate what the project is worth. On the other side they have a more limited audience than generic crowdfunding platforms.

I think that’s enough for today. I apologize for the delay but I had to participate to the biggest event in Maastricht…Carnival!

P.S. IN CASE YOU ARE LOOKING TO START YOUR OWN CROWDFUNDING PLATFORM AND YOU ARE LOOKING FOR SOME SUGGESTIONS, PLEASE FEEL FREE TO CONTACT ME AT IRENETORDERA [AT] GMAIL [DOT] COM

Annunci

4 pensieri su “Breve guida alle piattaforme di crowdfunding – A short guide to crowdfunding platforms

  1. small business marketing ha detto:

    You will be a real great internet marketer. Your website reloading pace is outstanding. The idea almost senses you’re undertaking any one of a kind strategy. Furthermore, The particular articles tend to be masterwork. you might have completed an amazing undertaking during this topic!

  2. Amero Acquisition Partners LLC ha detto:

    For a nice and surfing around on-line in excess of 3 hours today, still I actually hardly ever found out virtually any exciting document just like yours. It really is beautiful selling price satisfactory personally. For me personally, if perhaps most web owners plus blog writers made fantastic content material just like you did, the world wide web is going to be considerably more useful than previously.

  3. business funding ha detto:

    really good article and very useful. my only thought is that it should have give more options on this subject. there are a lot of companies that do crowd funding or peer to peer funding that were not mentioned here . other then that. great piece

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...